IL CONSIGLIO DI FICINO A PARIDE

(da: Politonalità: la musica degli dei)

Il temperare, dunque, richiede un tocco leggero, sia che avvenga in terapia, formale o informale, oppure mentre ci si occupa delle proprie fantasie. A differenza della maggior parte delle psicologie, questo approccio ficiniano non sostiene la repressione né consiglia la compensazione, tutte e due misure senex. Di fronte a tutte le varietà di dinamiche della psiche, questo approccio cerca di ottenere i benefici di tutte.

Ficino ha incoraggiato questo atteggiamento accettante ricorrendo in alcuni suoi scritti alla storia del giudizio di Paride. Secondo il mito, Paride si trovò a dover scegliere fra tre dee: Era, Afrodite e Atena. Quando Afrodite semplicemente slacciò il fermaglio della sua tunica, questo gli bastò: scelse lei, vinse Elena e fu la Guerra di Troia. Ficino interpretò queste dee come le allegorie della saggezza, del piacere e del potere, e ammonì il suo amico e protettore, Lorenzo [De Medici, ndr], che coloro i quali preferiscono una divinità sopra le altre finiscono per pagarne lo scotto. Lo stesso Socrate, dice Ficino, scelse Minerva e vinse la propria morte.

Lorenzo invece

niuna di queste tre Dee sprezzò, perché tre ne vidde, e tre secondo i meriti loro adorò.

Di fronte a una scelta fra gli dei, sceglili tutti. Questo è il consiglio pratico, politeistico, di Ficino. Sopporta l’ambiguità, la confusione e l’illogicità della visione politeistica, perché altrimenti si ottiene la chiarezza e il controllo, l’integrazione e un senso di interezza, ma a spese dell’energia psichica.