“Secondo James Hillman, filosofo e psicanalista (1926–2011), gli archetipi sono i modelli più profondi del funzionamento psichico, le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo. […] Carl Gustav Jung, negli anni trenta, aveva individuato in essi le forme primarie delle esperienze vissute dall’umanità nello sviluppo della coscienza. Pure forme, o immagini condivise da tutta l’umanità, sedimentate nell’inconscio collettivo di tutti i popoli, senza alcuna distinzione di luogo e di tempo.” Selene Calloni Williams

La “torta a tre strati” raffigurata a lato (tratta dal sito di Laurence Hillman), aiuta a comprendere cosa siano gli archetipi: forze profonde, inconsce e istintive che influenzano le motivazioni stesse alla base dei comportamenti. Essi esistono in ogni cultura e possono essere anche intesi come “stili immaginativi”, lenti attraverso cui vedere ogni evento, sviluppando la prospettiva simbolica e non letterale dell’anima.

Nel mito, gli archetipi sono le divinità che muovono i fili del destino umano; per questo James Hillman dà loro il volto delle divinità del pantheon greco, all’origine della civiltà occidentale. In astrologia, gli archetipi sono assimilati ai pianeti in cielo, secondo il principio “così in alto, così in basso”. Nella psicologia del profondo sono anche le voci sconosciute che ci parlano interiormente e ci spingono talvolta a scelte, parole e comportamenti insoliti. Nelle culture animiste e sciamaniche tali voci corrispondono agli avi e nella metafora teatrale possono essere visti come personaggi che mettiamo in scena nella vita quotidiana, talvolta inconsapevolmente e secondo automatismi di cui è utile prendere consapevolezza.

Richard Olivier, regista teatrale e consulente aziendale (già citato per il lavoro su Enrico V), e Laurence Hillman, consulente e astrologo archetipico, hanno messo a punto un metodo che condensa le pratiche di trasformazione teatrale con la psicologia e l’astrologia archetipiche.

Ogni individuo nasce potenzialmente con tutti gli archetipi ma alcuni di essi vengono più naturali di altri, lasciati “dietro le quinte”. Le pratiche di sguardo archetipiche, e in particolare gli strumenti di Archetipi al lavoro (TM), permettono di riconoscere e sviluppare di volta in volta gli archetipi adatti ad affrontare le diverse vicende della vita personale e professionale.

Il mio avvicinamento agli archetipi nasce grazie alla formazione astrologica di Marina Giazzi, operatrice olistica, che mi ha insegnato a leggere il tema natale astrologico e a rilevare le carenze archetipiche da colmare successivamente con strumenti spagirici (secondo gli insegnamenti di Paracelso).
Dopo il Master in Culture simboliche ho approfondito l’approccio archetipico all’astrologia grazie ai testi di Laurence Hillman (autore del libro “Planets in Play”) e di Thomas Moore (autore del saggio “I pianeti interiori” sull’astrologia psicologica di Marsilio Ficino).
Nella primavera del 2020 ho frequentato un training tenuto da Richard Olivier e Laurence Hillman, e da allora sono facilitatore e coach archetipico, regolarmente iscritto alla Gilda dei Praticanti del metodo Archetipi al lavoro (TM).

Puoi approfondire le pratiche simboliche adottate nei training attraverso queste fonti:

  • James Hillman, Revisione della psicologia
  • James Hillman, La vana fuga dagli dei
  • James Hillman, David Miller, La rinascita degli dei e delle dee
  • Thomas Moore, I Pianeti Interiori, L’astrologia psicologica di Marsilio Ficino
  • Laurence Hillman, Richard Olivier, Archetypes at work
  • Laurence Hillman, Planets in Play

“Chiunque con la preghiera, con lo studio, con la vita, con i costumi, imita la magnificienza, l’attività, l’ordine dei celesti, divenuto così simile agli dei, ne riceve doni più abbondanti.”
“È invero una disciplina di grande importanza comprendere bene quale spirito, quale forza, quale cosa significano in particolare questi pianeti”.

Marsilio Ficino

Training che contengono pratiche di sguardo archetipico